Nonprofit e Mobile Payments: quali prospettive future?

Nonprofit e tecnologia sono sempre più legati. Per questo oggi vogliamo parlare di raccolta fondi e delle nuove possibilità che il web offre in un’ottica di mobile. L’occasione nasce dalla recente pubblicazione di un’indagine condotta da Hi-Media Payments sul mercato mobile italiano.

Il nonprofit, infatti, deve puntare ad adeguarsi all’innovazione tecnologica e alla sempre maggiore apertura degli utenti verso i sistemi di mobile payment, proponendo più campagne che potremmo definire di mobile fundraising.

Quel che emerge dall’indagine è che il mercato italiano dei micropagamenti ha senza dubbio un enorme potenziale: l’Italia infatti è al secondo posto in Europa, con il 54% degli utenti, per acquisti di contenuti e servizi online.

Dato importante è che è aumentata positivamente la percezione degli utenti riguardo le forme di micropagamento; tra le soluzioni più adottate nel nostro Paese ci sono il portafoglio elettronico/carta prepagata (72%), le carte di credito (63%) e il bonifico (46%). Cominciano a prendere piede anche i pagamenti tramite operatore telefonico, con il 29% delle preferenze.

E’ vero, gli acquisti avvengono ancora prevalentemente da pc, ma i dispositivi mobili stanno guadagnando terreno. In Italia, infatti, l’utenza da mobile è il 33%, contro una media europea pari al 25%.

L’85% degli utenti italiani ha dichiarato di voler utilizzare con maggior frequenza sistemi di micropagamento online. Le organizzazioni nonprofit quindi, per essere competitive, devono poter offrire ai propri donatori la possibilità di donare online attraverso qualunque sistema di micropagamento.

Facendo una veloce panoramica in tema di possibilità per donare via mobile, troviamo i tradizionali SMS che, utilizzati in sinergia con PayPal, permettono di donare con addebito sul proprio account Paypal, oppure con addebito su carta di credito o sul più tradizionale conto telefonico.

Quello che invece potremmo definire come l’evoluzione del QR code, il cui utilizzo per le donazioni non è mai realmente decollato, è la tecnologia Near Field Communication (NFC): avvicinando a uno specifico lettore il device che incorpora il chip NFC, è possibile autorizzare una donazione o un pagamento con addebito su carta di credito o su account PayPal.

Un nuovo servizio offerto da PayPal è Card.io, uno “scanner” per donare con carta di credito che utilizza la fotocamera dello smartphone. Il funzionamento è semplice: dopo la registrazione al servizio basta inquadrare la carta e trasferire l’immagine all’esercente. In questo modo si effettua la transazione senza digitare alcun codice e senza strisciare la carta.

Questa applicazione, tutt’ora in fase di sviluppo, sembra avere un grosso potenziale anche per iniziative pubbliche di raccolta fondi. Un utilizzo similare potrebbe averlo PayPal Here, o gli accessori simili già in uso, un nuovo sistema tecnologico che trasforma lo smartphone in un vero POS.

L’indagine di Hi-Media Payments, del resto, sembra evidenziare che gli utenti sono pronti, ma allora come mai in Italia questi strumenti stentano a decollare?

Probabilmente perché non basta che gli enti nonprofit rendano disponibili anche questi tool per raccogliere donazioni. C’è bisogno di comunicare agli utenti di più e meglio quanto la tecnologia possa aiutare e semplificare il fundraising e, spesso, ad abbattere i costi connessi.

Se è vero che c’è ancora una parte di persone che ancora teme la tecnologia (soprattutto quando applicata ai pagamenti), è anche vero che ci sono fasce di potenziali donatori sempre più abituate a utilizzare le nuove tecnologie e che passano molto del loro tempo sul web e sui social network. Per questo è importante creare sensibilità al tema dei micropagamenti e del fundraising, magari passando proprio per la loro passione per il mondo dei Social e della tecnologia.

Nel prossimo post entreremo nel dettaglio di alcuni strumenti online a servizio del fundraising e andremo a fondo sull’importanza d’investire sulla loro comunicazione. Il rischio che non vengano compresi sarebbe un’occasione sprecata per il fundraising di diventare 2.0.

Nel frattempo vi ricordiamo che è ancora possibile sostenere la ricerca e la cura del cancro della Fondazione con una donazione di 2€ attraverso il Tweet solidale: uno strumento innovativo e veloce per dare un piccolo contributo alla causa, attraverso il web e i social network.

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