Fermata Fundraising

Due mesi fa andava in scena a Castrocaro Terme il Festival del Fundraising, un appuntamento importante per tutti coloro che operano nel mondo Nonprofit. Tre giornate per fare il punto dello stato attuale del settore, ma anche per capire quali sono le direzioni verso cui si muovono le organizzazioni Nonprofit nel loro modo di comunicarsi all’esterno e di progettare nuove modalità di fundraising, in grado di stare passo con una tecnologia che è costantemente in evoluzione.

Questo blog ancora non esisteva due mesi fa, per questo oggi ospitiamo Claudia Romeo, blogger per Passionenonprofit.it, che ci racconta la sua personale esperienza del Festival del Fundraising, parlandoci dei trend verso i quali si sta incamminando il mondo Nonprofit.

 

Anche quest’anno Castrocaro Terme ha ospitato il Festival del Fundraising, l’appuntamento annuale che, dal 9 all’11 maggio, ha visto riuniti più di 600 fundraiser. Fare fundraising è un’arte che va tenuta continuamente aggiornata attraverso incontri, confronti e sperimentazione delle novità. Per questo proviamo a parlarne con più lucidità a distanza di due mesi.  Gli spunti non sono di certo mancati. Forse si tratta di input di cui sul piano teorico tutti noi siamo consapevoli, ma è l’applicazione pratica che risulta essere più complessa.

Parliamo, ad esempio, della necessità di pianificare con attenzione le attività da mettere in atto, in relazione agli obiettivi di breve e di lungo periodo da raggiungere.  Quest’operazione, che pure ancora manca in certe realtà – soprattutto di piccole dimensioni -, si rivela indispensabile per poter fare un’analisi e una valutazione dei risultati da raggiungere.

La parola “pianificazione” può far paura soprattutto alle piccole organizzazioni, ma in realtà redigere un piano strategico per il marketing e la comunicazione di una qualsiasi organizzazione non profit contribuirà a semplificare il raggiungimento dei nostri obiettivi. Anche perché sono sempre di più le aree di attività in cui un’organizzazione non profit, anche di piccole dimensioni, ha bisogno di progettare e pianificare azioni.

Oltre al processo di fundraising, è fondamentale anche la costante motivazione del team di collaboratori e degli stakeholder. Per non parlare della comunicazione. Spesso gli sforzi delle organizzazioni sono concentrati prevalentemente in quella esterna, verso i donatori attuali e potenziali, dimenticandosi spesso di quanto importante sia anche una efficiente comunicazione interna per creare relazioni efficaci all’interno dell’ambiente operativo stesso.

Un secondo aspetto emerso durante il Festival è la necessità di integrare i diversi canali di comunicazione per rendere i messaggi più virali. Sempre più le organizzazioni nonprofit decidono di essere presenti nel mondo dei social network. Un mondo dove persone che fisicamente si trovano in posti diversi, si incontrano, dialogano e condividono interessi e progetti su temi comuni. Per il Terzo Settore si tratta di un’occasione unica per costruire la propria identità sul web e farsi conoscere anche da chi finora non è mai entrato in contatto con la realtà nonprofit.

E’ vero, il mailing continua a essere un mezzo importante per raccogliere fondi (malgrado l’aumento delle tariffe postali), ma anche i canali web – e in particolare i social network – stanno vedendo crescere la loro importanza, sia in termini di incremento della brand awareness, sia a livello di fundraising. Aumentano gli strumenti a disposizione, dunque, e il valore aggiunto di un’organizzazione sta nella sua capacità di integrare tra loro i diversi canali di comunicazione, online e offline. Solo così il valore finale dei vari canali di comunicazione messi a sistema sarà maggiore della somma dei loro singoli valori.

Il terzo spunto emerso al Festival riguarda l’importanza del nonprofit di investire in se stesso e la necessità di sradicare la convinzione che Terzo Settore significhi solo ed esclusivamente volontariato. Un’organizzazione non profit è un’impresa che opera per una causa sociale. Maggiori sono i “profitti” conseguiti e più alte sono le possibilità di una ONP di migliorare la propria attività, raggiungendo in maniera più efficace ed efficiente i propri obiettivi.

Investire risorse economiche per fare promozione e comunicazione non può più essere considerato un comportamento non etico e non corretto. Si tratta di un vero e proprio investimento al servizio dell’attività benefica di ogni singolo soggetto nonprofit. In poche parole, è un investimento per il bene comune dell’intera collettività.

Questa edizione del Festival del Fundraising ha dimostrato che molti passi sono stati fatti in questa direzione, seppur il lavoro sia ancora lungo. Per riuscire a cambiare le cose bisogna innanzitutto che il cambiamento parta dall’interno, da chi lavora e s’impegna giornalmente con tanta passione per una buona causa. Quella del fundraiser è una professione senza la quale le organizzazioni non potrebbero esistere per svolgere il proprio ruolo di sussidiarietà dello Stato e contribuire al benessere della collettività. E’ arrivato il momento di lavorare per concretizzare ciò che ancora resta teorico. Facendo network, insieme. Solo così sarà possibile favorire un vero e proprio mutamento culturale.

Claudia Romeo, Blogger per Passionenonprofit.it

One Response to Fermata Fundraising

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

La Ricerca ha bisogno di grandi capitali. Quello umano lo mettiamo noi. Realizzato da EufemoWeb